Esperienze a prova di pauroso

Volare in Parapendio Biposto a Roma

Niente motore. Si vola librando nell'aria con la forza del vento e della gravità. Dal deltaplano al dive coaster a picchiata verticale. Ecco le esperienze a prova di pauroso

Diciamolo subito: buttarsi da un aereo con un paracadute non è da tutti. E nemmeno lanciarsi da una gru con l'elastico alla caviglia. Le esperienze estreme, per il momento, le lascio a persone più motivate (e coraggiose). Ma io volevo volare. Sì, volare. Con l'aria tra i capelli, libero come icaro, nel blu dipinto di blu. Così ho optato per il parapendio e il volo d'angelo. Entrambe esperienze di volo dolci, senza strappi o traumi particolari. Ma di grande emozione.

Si perchè nel volo libero, altrimenti detto parapendio, tutto è rassicurante: la compagnia dell'istruttore in primis (si vola sempre in tandem o parapendio biposto) e il fatto che statisticamente le cadute da parapendio sono pochissime, se non lo si pratica ovviamente in condizioni atmosferiche estreme.

Ma non è il nostro caso. Qualunque istruttore di buon senso si informa sempre, prima di un lancio, sulle condizioni del tempo e se è prevista pioggia o forte vento non vi vola. Categorico.

La scelta del posto è fondamentale. Un bel panorama è il modo migliore per godersi il volo. Ma andiamo al nocciolo: il volo. L'istruttore ci rassicura subito: "Il sensore del nostro equilibrio che regola le vertigini si attiva solo quando siamo in piedi ma non da seduti”. Io non soffro di vertigini, ma saperlo è come avere un asso con una doppia coppia a poker: rassicurante. Una volta “saltati” con il parapendio non si sente minimamente il “vuoto” da caduta. Semplicemente perchè non c'è nessuna caduta. Seduti dentro l'imbrago, la sensazione è la stessa di quando, da piccoli, papà ci portava a spasso nel marsupio. Per quello che riesco a ricordare.

E comunque un modo per non farsi venire vertigini e nausea un modo c'è: quello di non guardare mai in basso, ma concentrare lo sguardo sull'orizzonte. La fase di atterraggio il momento più “eccitante”. Lo metto tra virgolette perché se paragonato ad esperienze più estreme, come il paracadutismo o il bungee jumping, sembra di essere dentro una bolla d'aria che si muove lenta nell'aria. Per non parlare poi dell'atterraggio: pensa a tutto l'istruttore, basta solo alzare le gambe. Insomma: una passeggiata di salute. E di meraviglia.

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